03/04/2008

La semplicità è la cosa più complicata da ottenere.

Vico Magistretti


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28/03/2008

Il cappello di Camilla

Nella foto di sinistra possiamo vedere un'immagine dell'inossidabile Camilla Parker -Bowles con il cappello così descritto da un'esperta di moda del Daily Mail: "Sembrava che vi ci fosse schiantato un fagiano morto. Non era un cappello, era un incidente stradale!" Descrizione divina!


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11/02/2008

Kiehl's lip gloss: make-up e protezione due in uno

Ieri sono passata al corner Kiehl's de La Rinascente...adoro questa marca! I protettivi per labbra sono buonissimi e hanno una confezione davvero bella. Bellissima è anche la nuova tonalità "French Rose", un rosa petalo molto naturale che illuminerà i sorrisi primaverili. Un must-have per i prossimi mesi. www.kiehls.com.


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04/02/2008

See by Chloè: chic up to date

Cool: questo è l'aggettivo che mi viene subito in mente quando penso al marchio Chloè e alla sua linea più casual: See by Chloè, nata nel 2001. Sabato ho avuto la fortuna di accaparrarmi un cappottino e un trench che semplicemente scivolano addosso senza il minimo difetto. Credo proprio che, con la primavera, andrò alla ricerca di altri capi di questo bellissimo brand. La collezione cruise e la collezione primavera/estate 2008 sono sul sito www.chloe.com.

 


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21/12/2007

Carissimi auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo!


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28/11/2007

LUXURY IS A NECESSITY THAT BEGINS WHERE NECESSITY ENDS

Coco Chanel


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27/11/2007

Eleganza e sobrietà

Capita raramente, su questo blog, di trovare testi lunghi e prolissi. Ho tuttavia il piacere di condividere con voi questo bel testo scritto da Giancarlo Livraghi per il sito www.ebow.it nell'aprile del 2005. Tratta di eleganza e sobrietà in maniera semplice, chiara e assolutamente condivisibile.

In un mondo di esasperato culto delle apparenze c’è una preoccupante scarsità di eleganza. Si tende alla retorica, alla vanità, al narcisismo, all’esagerazione – al desiderio di “far colpo” a tutti i costi. Si vuole, troppo spesso, strafare e stradire. Non solo nell’abbigliamento (dove l’esibizione di nudità non è meno goffa e banalizzata delle vistosità nel vestire). Anche nel comportamento e nel modo di esprimersi.
L’eleganza non è appariscente. Non è un accumulo di orpelli e di esibizionismi. È stile, consapevolezza, misura. Un’equilibrata mescolanza di istintivo buon gusto e di scelte precise, di cura della sostanza e minuziosa attenzione a ogni dettaglio.

L’eleganza è cortesia. È rispetto per gli altri, attenzione al modo in cui ciò che diciamo, facciamo o mostriamo può essere percepito. Non un formale galateo, non un cerimoniale ipocrita, non un banale e passivo adeguarsi al convenzionale, ma un più profondo sentimento di civiltà.
L’eleganza non è mielosa e sdolcinata. Si può essere civili con sincera cortesia – o, quando è necessario, con misurata durezza. L’eleganza non è falsa e bugiarda. Non è una crosta di apparenze che nasconde l’ambiguità e l’inganno.

L’eleganza è sobria – e la sobrietà è elegante. L’una e l’altra sono piacevoli, gradevoli, confortanti. Non solo più umane e funzionali, ma anche più belle. Possono essere, quando è il caso, seducenti – anche maliziose. C’è più fascino nella semplicità che in ogni sfacciata esibizione.
L’ironia è elegante, l’umorismo è gradevole, ma molta della comicità che ci circonda è grossolana, stupida, petulante e volgare (per non parlare dell’involontaria ridicolaggine di chi si prende troppo sul serio).

La sobrietà non è sacrificio, rinuncia, pauperismo. È la capacità di scegliere ciò che serve (anche da un punto di vista estetico) e ciò che invece non solo è inutile, ma spesso è ingombrante e fastidioso.
L’eleganza è saper sorridere, anche ridere, quando ce n’è un motivo – ma non perdersi in salamelecchi noiosi, ambigui e irritanti.
Una cosa scritta bene è elegante. Non solo quando è un’opera letteraria. Anche un biglietto del tram o un segnale stradale possono essere eleganti quando sono ben fatti, funzionali ed esteticamente gradevoli. Ogni piccolo dettaglio ben curato per la sua utilità e presentato in modo elegante può contribuire a rendere più gradevole l’ambiente in cui viviamo.
C’è chi pensa che l’eleganza sia un dono, un talento innato. In parte può essere vero. Ci sono persone che sanno muoversi, esprimersi, comunicare meglio di altre. Ma nessuno è condannato a essere volgare, ingombrante e fastidioso. E nessuno si può fidare solo dell’istinto. L’eleganza, la semplicità, la sobrietà sono arti che possiamo apprendere e coltivare. E vale la pena di farlo. Non solo per renderci più gradevoli agli altri, ma anche per sentirci meglio con noi stessi.
Stiamo vivendo in un’epoca che offre troppo spazio alla volgarità, all’esagerazione, all’ineleganza, al culto sviscerato e stupido delle apparenze. Il mito esagerato dell’abbondanza non è solo il rischio di soffrire quando se ne incontrano gli inevitabili limiti (chi potrebbe vivere bene con cinque vestiti soffre se ne ha venti, ma ne vorrebbe cinquanta – e lo stesso concetto si può applicare a qualsiasi altra cosa, materiale o immateriale). È anche la quotidiana sofferenza di dover cercare, subire, avere, esibire, vedere, toccare, maneggiare (e fingere di ammirare) un’infinità di ammenicoli e di ingombri fastidiosi quanto inutili.
Con una giusta dose di sobrietà, e un piacevole tocco di eleganza, possiamo non solo semplificarci la vita, ma anche renderla molto più gradevole (a noi e agli altri).
Si tratta anche, ovviamente, del modo di esprimersi. Proviamo, quando parliamo o scriviamo, a evitare i manierismi e le frasi fatte. A usare qualche parola in meno. A trovare un’espressione chiara al posto di un termine gergale o inutilmente astruso. A cercare una costruzione semplice, pulita ed efficace. Saremo più sobri e più eleganti. E avremo molte più probabilità di essere ascoltati e capiti.

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26/11/2007

Idee di moda "on the road"

A volte succede, mentre passeggiamo immerse nei nostri pensieri, di incrociare un bellissimo abito, un paio di scarpe divino, un taglio di capelli indovinato oppure un insieme che, semplicemente, funziona a meraviglia. Le strade, a volte, possono essere un un'inesauribile fonte di idee. Alcune sono anche su www.thesartorialist.blogspot.com, una "finestra" sulle vie più trendy di Milano, Londra, Parigi, NYC...e su uomini e donne particolarmente chic. Anche se, è bene ricordarlo, "la persona veramente elegante è quella capace di attraversare tutta Londra senza mai essere notata".


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21/11/2007

Un tocco di rossetto

Affascinate dalle tonalità lucide e trasparenti, conquistate da velocità e comodità d'applicazione, molte donne hanno finito per collezionare gloss di ogni tipo: glitterati, "effetto bagnato", profumati, a lunga tenuta... Il gloss in effetti è comodissimo e si applica in un secondo anche in auto o in ascensore. Ma quando cala il freddo e le labbra non si idratano neanche dopo full immersion nel burro di cacao è tempo di ripensare al tradizionale, raffinatissimo rossetto in stick. L'autunno è il momento ideale per scegliere il proprio, perché le case cosmetiche propongono sempre molte novità, come Signature di Esteé Lauder, il nuovo rossetto ricco e idratante, dal finish discreto e luminoso. Un oggetto raffinato anche nel design, caratterizzato dalle ormai celebri scanalature "oro", simbolo della casa americana. E per quanto riguarda i colori? Il rossetto è adatto anche a chi non ama truccare la bocca con colori accesi: basta scegliere le tinte più tenui e simili al colore delle labbra. Ci si assicurerà un bagno di idratazione, comfort e glamour, anche nelle più grigie giornate invernali. Per informazioni: www.esteelauder.com.


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16/11/2007

Libri: Storia di un naso

Il volume, edito da Einaudi, racconta l'affascinante storia di Laura Tonatto, creatrice di profumi e "naso" italiano di fama internazionale. Il naso è un artista e un tecnico degli odori che, grazie a talento, immaginazione, fantasia, genialità, è in grado di "trasformare le emozioni in note odorose". Un libro da leggere d'un fiato e da assaporare con tutti i sensi.

Storia di un naso / Laura Tonatto e Alessandra Montrucchio - Einaudi Editore (2006) Euro 11,50.


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