29/03/2004

Quell'antica tradizi...

Quell'antica tradizione ...

Quando riesco a passare il week-end a casa (cioè spesso), il "rito" della passeggiata al mercato non manca mai. Mi incammino, sola, tra le bancarelle che vendono ogni sorta di vestiti, scarpe, biancheria intima e per la casa, bigiotteria...Mi diverto sempre e compro spesso. Mi piace "scovare" le occasioni e tra moltissime cose di dubbia qualità ho trovato (soprattutto in estate), capi belli e a cui sono affezionata. Sabato scorso, ad esempio, ho scovato la pashmina in viscosa verde lime (7 euro) che accenderà le mie camicie bianche quando sarò abbronzata...E vado fiera del maglione nero con grande collo ad anello, in lana e mohair, che mi sono aggiudicata per soli 5 euro! Lo scorso anno, sulla stessa bancarella, avevo trovato dei bellissimi top in seta e viscosa a righe o in tinta unita che ho sfruttato per tutta l'estate (asciugano in un secondo e non si stirano!). Sulle bancarelle vale la pena di comprare maglieria (spesso proviene da maglifici di Carpi e Modena), pigiami, biancheria semplice e, se piacciono, i capi etnici che vendono tanti ragazzi di colore. Guardate sempre le etichette: lasciate l'acrilico e prendete la pura lana (si trova!) il cotone e la viscosa. Eviterei scarpe e cose in pelle (ma a Milano, al mercato di via Fauchè, c'è una bancarella che vende scarpe di marca provenienti da un negozio di Piacenza). E poi ci sono tantissimi vestitini prendisole per poche migliaia di vecchie lire. Insomma, spesso ci sono più idee, più suggestioni, più divertimento in un giro al mercato rionale che in una passeggiata in centro. E la qualità, a volte, è la stessa.


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categorie: piccoli piaceri
26/03/2004

The Lucky Magazine...

The Lucky Magazine

Al ritorno dagli USA mi sono posta una domanda alla quale non so dare risposta: a cosa servono i mensili di moda italiani? Sfogliando Glamour di questo mese, mi sono trovata difronte ad un istruttivo articolo sugli hot pants. 7/8 pagine di minuscoli perizomini firmati, dal prezzo improponibile. Mi salverò, ho pensato, con il servizio sulla camicia bianca! E invece niente: al posto delle camicie si vedevano volti di modelle con enormi cappelli a tesa larga! Insomma, tra chili di pubblicità, moda immettibile, servizi dove si vede tutto tranne che gli abiti e trend passeggeri passati per dogmi inconfutabili m'è preso lo scoraggiamento. E, silenziosamente, ho sfilato dalla valigia un giornaletto comprato a New York: The Lucky Magazine. Ricchissimo di suggerimenti furbi, colorato, interessante. E con servizi tipo: come vestirsi per un colloquio di lavoro, per una riunione, quando sei incinta (a volte capita...). Come far funzionare i capi della stagione scorsa, le gonne che stanno bene alle cicciottelle, sconti e offerte. I capi proposti non costano una fortuna: ci sono prezzi per tutte le tasche! E suggerimenti su come abbinare borse e scarpe agli abiti. Insomma, mi ha così soddisfatta che ho persino comprato il manuale di shopping creato dalle stesse autrici: The Lucky Shopping Manual : ci sono tutti i trucchi per creare un guardaroba ideale, facendo funzionare i capi che si hanno già e integrandoli con acquisti intelligenti. La sezione "fitting room" offre tutte le dritte che dovrebbe darci un'esperta commessa, che in genere non c'è mai! Insomma, spenderò due lire in più per comprare Lucky e i suoi libri, terrò allenato l'inglese e avrò anche qualcosa di intelligente da leggere: bye bye Glamour!


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categorie: libri film & giornali
25/03/2004

Alziamo gli orli!L...

Alziamo gli orli!

L'orlo dei nostri pantaloni, da qualche anno, lambisce pericolosamente il terreno. E c'è chi, ormai, ci cammina tranquillamente sopra. I pantaloni lunghi sono molto belli in inverno indossati con scarpe maschili, stivali e tronchetti di cui si intravede solo la punta. Ma in primavera.....eh, sì, in primavera cambia tutto! Le giornate calde e luminose invogliano ad indossare cose meno "coperte", più sfiziose. Le gonne sono un dilemma: chi se le può permettere senza un minimo di abbronzatura? Ma la soluzione c'è: l'ho trovata a New York dove l'imperativo per la prossima stagione è "cropped pants". Ovvero, pantaloni di linea sottile che si fermano tra la caviglia e il polpaccio. Il consiglio è di trovare una lunghezza che si fermi nel punto più sottile della gamba (non a metà polpaccione, quindi) e un modello basico. Sono freschi, si possono portare senza calze e stanno bene con ballerine rasoterra, infradito, sabot, sandali stringati, scarpe da ginnastica e, di sera, persino con i tacchi.


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categorie: moda
23/03/2004

Vestire la notteNe...

Vestire la notte

Nel bel mezzo del pomeriggio, mi pongo un quesito amletico: ma la gente, come si veste per andare a dormire? Le volte che mi avventuro a cercare un pigiama me ne capitano di tutti i colori: camicioni informi e pizzettati, felpe stampate a cagnolini con l'occhio languido, trasparenze improbabili, "comodissime" casacche piene di bottoni...Se siete d'accordo, passo a delineare alcune opzioni decorose per ogni occasione. LEI : pantalone comodo in cotone a righine e canotta in tinta, pigiama maschile in cotone (magari rigato), parigina in seta (crema o nera) al ginocchio, nulla. LUI: pigiama maschile in cotone (magari rigato), boxer e t-shirt (sobria), nulla. Per le ciabatte: non calzate nulla che abbia le orecchie! (Vale anche per scarpe e stivali!) Personalmente mi piacciono molto le infradito in tessuto.


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categorie: moda
22/03/2004

Pagare per comprare?...

Pagare per comprare?

Torno da un bellissimo week-end a Salerno. Purtroppo il tempo è stato nuvoloso, ma la bellezza del mare della Costriera Amalfitana è rimasta intatta. Paura di volare a parte, mi viene voglia di tornarci più spesso e così questa mattina visito il sito dell'Alitalia per vedere se ci sono voli particolarmente vantaggiosi. Le offerte sono poche, ma in compenso scopro una cosina che vorrei condividere con voi. Dal 1 marzo 2004, Alitalia applica un "supplemento per il servizio di vendita" ad ogni biglietto emesso. Va da un minimo di 3 euro per gli acquisti on-line a 10 euro per gli acquisti effettuati presso biglietterie e call-center. Morale: dobbiamo pagare per poter comprare? E brava Alitalia!


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19/03/2004

A lunedì!

A lunedì!


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I grandi del design ...

I grandi del design - Philippe Starck

Avendo appena soggiornato per nove giorni in un albergo completamente progettato e arredato da lui (l'Hudson di New York...quando la smetterò di tediarvi con i miei ricordi di viaggio?) mi è venuto naturale parlare di quel grande genio del design contemporaneo che è Philippe Starck. Ispirato dalle forme sinuose della natura, Starck crea oggetti quotidiani di una bellezza rarefatta e modernissima. Oggetti ergonomici, utili, (a volte) di costo accessibile: nati per essere usati. Le altre cifre stilistiche di Starck sono senza dubbio l'ironia e le numerose citazioni dal passato. Come l'abat-jour Miss Sissi (vd post del 15/12/2003) o la Luis Ghost (nella foto), versione in policarbonato di un'originale poltroncina Luigi xv.


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categorie: design & architettura
18/03/2004

Bublè: un giova...

Bublè: un giovane per il jazz

Non sono una grandissima esperta di musica, ma ultimamente sono rimasta colpita da un artista che mi è piaciuto molto: Michael Bublè. E' giovane ma ha un'impostazione musicale seria ed è capace di esibirsi dal vivo. (Non sono cose scontate. Moltissimi cantanti sono "costruiti a tavolino": camuffano persino la voce al computer per cui in concerto tirano delle stecche pazzesche, vedi Robby Williams agli European Music Awards). E poi Bublè è un grande interprete jazz, il mio genere preferito! La canzone più carina del suo ultimo CD secondo me è Moondance.


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categorie: personaggi
16/03/2004

New York: la città i...

New York: la città in blue jeans

Eccomi di nuovo a Milano! Siamo tornati ieri e sono passata direttamente dall'areoporto all'ufficio. (Pura presenza perché dopo una notte insonne in volo...) New York è sempre bellissima, inaspettata, energetica, multietnica, libera, grandiosa....Insomma, a chi non c'è mai stato consiglio caldamente una visita! Le impressioni e i ricordi sono davvero tanti...a poco a poco li condividerò con voi. Per ora lancio una piccola nota di stile, ma anche "sociologica": non ho mai visto tanti jeans e scarpe da ginnastica! (Non per niente gli americani sono famosi per il loro abbigliamento sportivo..) La cosa curiosa è che lì le "sneakers" le mettono proprio tutti: le signore della Fifth Avenue, i ragazzi del Village, tantissimi anziani davvero molto arzilli, rapper di strada, artisti e commercianti...Mi piace questo pensare alla comodità e l'informalità che c'è nel mettersi delle semplici scarpe da tennis. In Italia siamo troppo attenti a quello che pensano gli altri, ci vestiamo in funzione del prossimo nelle piccole e grandi città. Ci uniformiamo fino ad essere tutti uguali nelle marche, negli stili. A New York le sneakers sono colorate, rivisitate, personalizzate..ce ne sono centiaia e centinaia, di ogni tipo! A Milano, se vanno le Nike argento, tutti prendono quelle (tranne me!). Credo siano piccole spie di una libertà di pensiero che mi piace: e se provassimo a metterci quello che ci piace e a pensare meno a chi ci guarda???


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categorie: luoghi
10/03/2004

Ciao! Vi scrivo in d...

Ciao! Vi scrivo in diretta dall'Apple Store di SoHo...la vacanza a New York sta andando benissimo e, a parte un po' di stanchezza, devo dire che la citta' e' bellissima e stimolante come la ricordavo....avro' un sacco di cose da raccontarvi al mio ritorno! Ora torno a gironzolare per SoHo che, assieme al Village e' una delle mie zone preferite....Ciao!!!

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